Parigi, come tutti ben sapranno, è soprannominata La Ville Lumière, la Città Luce, in omaggio alle mille luci che, dalla Tour Eiffel all’Arco di Trionfo, non la lasciano un solo istante nell’oscurità.
Nell’oscurità reale, però, perché i misteri, i fantasmi, le leggende e le oscure presenze nella capitale francese sono tutt’altro che assenti. E come avrebbe potuto essere altrimenti, nella città del Codice Da Vinci (che, tuttavia, in questo contesto non menzioneremo)?
Partiamo dall’inquietante figura del Fantasma delle Tuileries, celebre e meraviglioso giardino situato nei pressi del Louvre. Secondo la leggenda, questo misterioso personaggio altri non sarebbe che il sicario “di fiducia” di Caterina De Medici, famosa per il suo interesse nelle arti occulte, fatto assassinare da lei stessa.
Al momento della condanna a morte, il boia riscontrò molta difficoltà nel tagliargli la testa e, un attimo prima di lasciare questa terra, il sicario minacciò “Je reviendrai”, tornerò. E mantenne la sua promessa. Tornò, per predire la morte alla regina Caterina, a Maria Antonietta, a Napoleone e al re Luigi XVIII.
E chi non ha mai sentito parlare di Belfagor? Questa malefica mummia del Louvre è diventata famosa in tutto il mondo grazie a numerosi film che l’hanno vista protagonista, ma qualcuno ancora crede che, ogni notte, il suo spirito maligno si scateni seminando il terrore nel museo.
Per non parlare del Fantasma dell’Opera. Sbaglia chi crede si tratti soltanto di una commedia musicale, per di più inglese. Nulla di tutto ciò, il vero, unico e inimitabile Fantasma dell’Opera è parigino doc e le sue gesta furono narrate da Gaston Leroux nell’avvincente romanzo “Le Fantôme de l’Opéra” nel 1910. Ma la storia di questo misterioso e ormai leggendario spettro non è (soltanto) opera della fervida fantasia di Leroux: lo scrittore, infatti, si ispirò a leggende che correvano di bocca in bocca nel diciannovesimo secolo.

In effetti, in quel periodo, di fatti apparentemente inspiegabili, all’Opéra Garnier, ne avvennero parecchi, dal lampadario precipitato senza cause evidenti nel corso di una rappresentazione, a un macchinista di scena ritrovato impiccato. La logica conseguenza?
Dare la colpa a un “povero” fantasma, senza dubbio molto più romantico e interessante rispetto a un difetto di fabbricazione del lampadario o a problemi personali del suicida.
Le voci si moltiplicarono con estrema rapidità, in molti sostennero di aver incontrato di persona l’oscura presenza, la cui fama raggiunse in breve tempo livelli inauditi.
E il cimitero? Poteva il Père Lachaise, il più famoso camposanto parigino essere immune da misteriose leggende?
In questa città dei morti, in cui riposano numerosissime celebrità, da Edith Piaf a Jim Morrison, si narra venissero celebrati sacrifici umani e messe nere, ma si dubita fortemente che tutto ciò corrisponda a verità. Per fortuna.
Ma il luogo forse più misterioso di tutta la città sono le catacombe. No, non i rifugi dei primi cristiani, come nell’Antica Roma, le catacombe parigine altro non sono che fosse comuni, ex cave di calcare, in cui, alla fine del XVIII secolo vennero ammassati circa sei milioni di cadaveri per “risanare la città”.
Oggigiorno, le catacombe sono visitabili e la vista degli scheletri è a dir poco impressionante, ma le leggende non hanno certo smesso di circolare: è opinione comune che queste fosse siano niente meno che dimora di Satana in persona o, per edulcorare le cose, di divinità pagane.
Parigi è ricca di leggende, misteri e curiosità, che, spesso, vanno ben oltre il Codice Da Vinci.
Fonte/i: http://www.ilreporter.com/storie/i-fantasmi-di-parigi